In erboristeria si definisce Soluzione Idroalcolica il risultato della macerazione di pianta, secca o fresca, in una miscela di acqua ed alcool a gradazione variabile a seconda della parte della pianta destinata alla macerazione, nonché dei principi attivi che si desidera estrarre. Le Soluzioni Idroalcoliche più comuni in erboristeria sono la Tintura e la Tintura Madre.
La prima la si ottiene più comunemente da pianta secca con un rapporto droga: solvente quasi sempre di 1 a 5, ossia 1 chilo di droga vegetale essiccata in 5 litri di liquido.
La Tintura Madre invece è ottenuta da pianta fresca in modo tale che 10 grammi di Tintura Madre corrisponda a 1 grammo di pianta secca; la gradazione alcolica di tale estratto si aggira sui 60/70°.
In realtà quella appena descritta è la preparazione prevista dalla Farmacopea Ufficiale francese; quella tedesca prevede invece la spremitura della pianta fresca e la stabilizzazione del succo tramite una soluzione etanolica; questa preparazione però non è praticamente in uso in Italia. Esistono poi gli Estratti Fluidi; anch'essi si ottengono da pianta secca ma con una maggior concentrazione di pianta in rapporto al solvente. Normalmente infatti il rapporto estratto/droga è di 1:1, ossia 1 grammo di E.F. corrisponde ai principi attivi presenti in 1 grammo di vegetale essiccato.
Le ragioni per cui si utilizzano questi preparati in luogo della pianta essiccata sono principalmente che il solvente idroalcolico non solo riesce ad estrarre un'ampia varietà di principi attivi ( la maggior parte, soprattutto se la macerazione avviene su pianta fresca, ) rendendone poi successivamente semplice l'utilizzo, ma soprattutto li conserva evitandone la degradazione.
Il vantaggio della tintura madre da pianta fresca è sicuramente il fatto che la lavorazione effettuata col materiale vegetale appena raccolto permette di estrarre anche quei principi attivi che, con l'essiccazione, potrebbero andare persi o ridursi fortemente; d'altro canto l'estrazione da pianta secca, soprattutto con rapporti droga/solvente molto maggiori ( come negli estratti fluidi ) permette una maggior concentrazione dei principi attivi in una pari quantità di prodotto assunto.
Nostra personale opinione però è che, laddove si desideri un prodotto stabilmente "concentrato", ossia fortemente titolato e standardizzato, vale la pena di rivolgersi agli estratti secchi ( da cui si ottengono capsule e compresse ) con i quali si possono raggiungere livelli di principi attivi molto elevati e sempre ripetibili, senza la variabilità inevitabilmente presente nei prodotti frutto di macerazione in cui la qualità del soluto ( pianta ) può differire parecchio a seconda della stagionalità, della qualità del raccolto, di eventuali patologie della pianta stessa, ecc, ecc. La gradazione alcolica delle Tinture Madri può però risultare un problema per persone astemie o di giovane età, seppur la presenza di alcool, quantitativamente parlando, sia minima considerando che il prodotto lo si assume a gocce ( ossia in piccole quantità giornaliere ). Ciononostante si può ovviare il problema mettendo il prodotto in mezzo bicchiere d'acqua tiepida, di modo che il calore favorisca l'evaporazione di gran parte dell'alcool presente nella tintura madre, ed assumendolo, per le persone più sensibili, dopo aver mangiato anche solo un paio di biscotti. I dosaggi variano a seconda del tipo di Tintura Madre; si va dalle 10 alle 50 gocce da assumersi da 1 fino a 3 volte al giorno. p>Grande utilizzo se ne fa anche per bagni con diverse proprietà; rilassanti, tonicizzanti, drenanti, diluendo 15/20 gocce di oli essenziali in un pò di latte prima di versare il tutto in vasca o associando agli oli anche del sale ( possibilmente integrale o del mar morto ) per favorirne la dispersione in acqua e potenziarne gli effetti.