









|

|

Sono di seguito riportate alcune delle piante più importanti della nostra zona viste attraverso gli occhi di un esperto erborista: Antonio Zambrini.
LIBRI
Con la bella stagione cresce la voglia di muoversi all’aperto e, perché no, di conoscere la vegetazione spontanea che ci circonda. Per fare questo non possiamo basarci su una conoscenza tradizionale diffusa e anche presso i contadini delle nostre zone, che vedono giornalmente il mutare della vegetazione al mutare delle stagioni, non è mai stata particolarmente diffusa la conoscenza delle specie spontanee prive di interesse alimentare o commerciale. Bisogna quindi ricorrere alla cultura specialistica. Abbiamo visto come Internet stia diventando un portentoso strumento di conoscenza ( vedi U.A maggio 1999, ormai superato, come accade per molte questioni riguardanti la rete) anche per gli appassionati di erbe, officinali e non. Il libro resta comunque lo strumento fondamentale per un conoscere approfondito e completo, sempre tenendo presente che siamo ben lontani da una generale alfabetizzazione informatica di tutte le fasce di età. Ecco quindi una bibliografia essenziale, sul mondo delle piante, particolarmente orientata, nel complesso, alla nostra realtà regionale. Incominciamo dal difficile, dalla "Flora Italica" del Pignatti, delle Edagricole (1982), l´indiscutibile punto di riferimento per la classificazione delle specie dell’intera Penisola. La “Flora Italica” di Pietro Zangheri, quasi contemporanea, non ha avuto altrettanta fortuna. Il grande naturalista forlivese può rifarsi però a livello locale, con i suoi fondamentali cinque volumi di “Romagna Fitogeografia”, reperibili nelle biblioteche e in ristampe anastatiche di Arnaldo Forni. In questi volumi si analizza, con una completezza ancora insuperata, la flora delle pinete e delle valli, quella delle prime colline immediatamente a monte della via Emilia, quella dei calanchi, quella della Vena del Gesso ed infine quella della montagna della nostra sub-regione. “Flora e vegetazione dell´Emilia-Romagna”, edito nel 1980 a cura della Regione, è un agile volumetto didattico che mostra una visione d´insieme degli aspetti salienti del mondo verde che ci circonda. I volumi della medesima collana regionale, dedicata a particolari ambienti ed alle aree protette, contengono sempre un esauriente capitolo di flora e vegetazione locale. Nel 1996 Alessandrini e Bonafede hanno curato, per conto della Regione, l´ “Atlante della flora protetta della Regione Emilia-Romagna”, che mostra la diffusione delle specie rare e minacciate d´estinzione . Questi testi, ben diffusi nelle biblioteche pubbliche, sono reperibili con grande difficoltà in commercio. Ettore Contarini, ha pubblicato (Edizioni Essegi 1998) "Le piante erbacee spontanee", una rassegna fotografica commentata delle erbe della parte pianeggiante della Regione mentre S. Bassi e F.Zani, con "Alberi monumentali della Provincia di Ravenna" (Ed. Mistral RA 1997), hanno censito i "patriarchi" appena ad est del nostro territorio. Gli appassionati di orchidee possono basarsi su “Le orchidee spontanee dell’ Emilia-Romagna” curato da A. Alessandrini per l’ Ibc della Regione mentre il faentino Paolo Liverani ha descritto (Zonza Editori, 2000) i “Frutti spontanei”. Altro libro legato al territorio è quello con cui G.Lazzari, nel 1985, ha illustrato la “Flora di Ravenna, erbe di valle e arbusti di bosco” per i tipi di Longo. Se si dovesse segnalare invece un volumetto, facile da usare per i non addetti ai lavori, per riconoscere, in generale, le erbe ed i fiori più comuni, la mia scelta cadrebbe su Simonetti-Watschinger "Guida al riconoscimento delle erbe" Mondadori 1986 poiché, per una volta, non siamo in presenza di una traduzione nata oltralpe ma di un manuale riferito specialmente all´Italia Centro-settentrionale. Per quanto riguarda gli alberi, accanto ad “Alberi e arbusti dell’Emilia-Romagna”, edito nel 1983 a cura dell’Azienda Regionale delle Foreste, c’è una gamma di titoli piuttosto amplia tra cui “Riconoscere gli alberi” (P.Roger, De Agostani, 1984) o “Alberi d’Europa” (Mondadori, 1994) Passando al settore delle piante medicinali non serve una visione locale ed i titoli sono validi per aree geografiche che coincidono con i continenti. Alcune opere classiche sull’argomento, decisamente valide ma vecchie, mediamente, di mezzo secolo come J.Valnet (Fitoterapia, Aromaterapia), H.Leclerc, Pol Henry (Gemmothérapie), R.Benigni-C.Capra- P.E.Cattorini (Piante medicinali) possono essere validamente integrate con dei testi più moderni. Questi possono essere F. Mearelli- M.Scrignani “Guida all’impiego pratico delle tinture madri, gemmoderivati e oligoelementi” (Ed. Plantamedica ,1989), dall’ “Erborista moderno” di M.Perdetti (Studio Edizioni 1980)dalle “Monografie tedesche” tradotte in italiano da R.Longo per Studio Edizioni, da U.Boni-G.Patri “Scoprire e riconoscere le erbe” dei F.lli Fabbri, D.Bown “Enciclopedia delle erbe e il loro uso” (Selezione Reader’s Digest ,2000). Per chi volesse comunque vedere anche l’aspetto locale dell’argomento non resta che cercare nelle biblioteche (o nelle librerie antiquarie) il vecchio libro di Nigrisoli e Zangheri sulle piante medicinali della Romagna. A tutti, comunque, buona lettura e buone passeggiate.
|
|