Quando Edward Bach, creatore dei Fiori di Bach e precursore della floriterapia, sviluppò i suoi estratti floreali, seguì il concetto della analogia, della signatura, presente in tutte le grandi antiche tradizioni mediche, dall'antica medicina cinese o ayurvedica, fino alla moderna omeopatia, per comprendere i legami sottili esistenti tra le emozioni umane e i fiori. La Floriterapia è un metodo di cura "alternativa" e dolce, che non tratta direttamente l'organismo e le sue patologie, ma gli stati emozionali, aiutando l'organismo ad attivare i propri autonomi processi di auto-guarigione. Il vantaggio dei fiori di Bach è che, non provocando modificazioni biochimiche dell'organismo, sono privi di controindicazioni e che possono essere affiancati a qualunque altro metodo di cura allopatica o alternativa senza interferire con esso. L'innocuità della floriterapia la rende utilizzabile in tutte le situazioni ed anche per gli organismi più delicati, quali donne in gravidanza, allattamento, bambini e persone debilitate.
Dalla esperienza del dottor Edward Bach, nel corso degli anni successivi sono nate altre "scuole" che hanno sviluppato, sullo stesso concetto, altre linee floriterapiche, come i fiori californiani, i francesi, gli australiani, gli alaskani, i Canadesi, gli italiani e molti altri ancora. Una volta compresa l'efficacia delle essenze floreali poi, il loro utilizzo si è allargato verso i prodotti per il corpo ( quali creme, detergenti o profumi ) e l'ambiente, al fine di armonizzare anche l'intorno che ci circonda.
Tutti i prodotti di floriterapia sono reperibili sotto forma di "essenze madri" ( dette anche "stock" ) presso molte erboristerie e quelle farmacie dotate di un buon reparto erboristico; ma una volta acquistati devono essere ulteriormente diluiti per il loro utilizzo. Possono essere utilizzati contemporaneamente più fiori, avendo però l'accortezza di non associare più 5/6 essenze contemporaneamente e di non miscelare nello stesso flacone floriterapici che hanno diversi dosaggi di utilizzo.
Infatti se, per esempio, i fiori di Bach vanno utilizzati a 4 gocce 4 volte al giorno ( escluso il rimedio di emergenza che può essere assunto più frequentemente ) i fiori australiani si assumo invece nella dose di 7 gocce 2 volte al giorno ), i fiori himalayani hanno un dosaggio di 2 gocce 4 o 5 volte al dì, e così via. La diluizione dei Fiori di Bach si effettua versando da 2 a 4 gocce di "tintura madre" di ciascuno dei rimedi che si desiderano assumere, in un flacone da 30 ml dotato di contagocce, reperibili presso la stessa erboristeria o farmacia che vende gli Stock desiderati.
A tali gocce si aggiungono un paio di cucchiaini di Brandy che svolge la funzione di conservante, e si completa il tutto riempiendo il flacone con acqua minerale naturale ( meglio non di rubinetto ). Per i fiori Australiani il procedimento è lo stesso con l'unica variante che le gocce di essenza madre sono 7 per ciascun fiore. Il preparato così diluito si conserva normalmente per un paio di mesi.
L'assunzione deve essere effettuata preferibilmente lasciando cadere 4 gocce dal contagocce direttamente sulla lingua ( possibilmente senza toccarlo per motivi igienici ) e deglutendole dopo alcuni secondi di pre-assorbimento sublinguale. Meglio effettuare l'assunzione lontano dai pasti e senza lavarsi i denti nei minuti immediatamente successivi.
I fiori però svolgono la loro benefica azione riequilibrante anche se assunti diluendoli in un poco d'acqua o addirittura, per chi non è in grado di deglutire, anche semplicemente tramite il contatto delle poche gocce con le labbra o addirittura con la pelle. Allo stesso tempo non perdono di efficacia se, magari per i più piccini, si opta per diluirle in liquidi diversi, quali latte o succhi di frutta.